Abisso HelixA Romano d'Ezzelino si imbocca la S.S.Cadoma che porta a Cima Grappa. Giunti alla località "Osteria del Campo" (1020 mt.slm), si prosegue per circa 1,5 Km. e si gira a destra prendendo la strada sterrata che si trova su una curva a sinistra. La strada, nuovamente asfaltata, scende verso le località "Oret", "Casara Pianare" e la "Valla dei Lebi" di Borso del Grappa. Incontrata la tabella indicante "Malga Possano" si prosegue sempre per la stessa strada per altri 250 mt. circa; qui scrutando il lato sinistro della strada si individua lo stretto ingresso dell'Abisso Helix", scoperto dal G.S. Geo CAI Bassano nel marzo del 1991. 
L'Abisso Helix, che inizialmente era stato chiamato "Bus del Scius" è stato  trovato una mattina da una piccola comitiva di nostri soci che passeggiavano lungo quel tratto di

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Abisso Alessandro ScolaroPremessa - Corre l’anno 1994, quando i nostri compagni di gruppo Cinzia Canesso, Maurizio Mottin (Buba) e Maurizio Parisotto (Mafias), impegnati in una battuta di ricerca di nuove grotte nell’area nord orientale di Cima Grappa, scoprono nel bel mezzo di un piccolo “drappello” di faggi ed abeti, l’ingresso di questa importante grotta. Ho detto importante, non tanto per la profondità e lo sviluppo metrico, pur sempre considerevoli, ma per altri aspetti per noi del Geo CAI Bassano, ben più cari. Molti di noi si sentono particolarmente legati a questa grotta. Il motivo pregnante è presto detto  . Questa cavità, in un periodo particolarmente sconfortante e delicato della storia del nostro gruppo, ha rappresentato e rappresenta  a tutt’oggi un simbolo di continuità operativa e di timida ripresa, di progressiva e incontrovertibile riconquista di fiducia nel futuro.

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Rilievo della Grotta UrodCronaca di un ripristino ambientale.
Per il G. S. Geo CAI Bassano, la scoperta ed esplorazione di questa interessante cavità ha rappresentato un importante momento di riflessione verso un particolare fenomeno, quello dell'inquinamento ipogeo, che sempre più spesso viene registrato da chi come noi, impiega il suo tempo libero per lo studio dei fenomeni carsici e delle grotte.
L'ingresso della grotta Urod (che deve il suo nome ad un bell'esemplare di Salamandra pezzata rinvenuta nei pressi dell'imbocco della cavità) viene localizzato da alcuni soci del G. S. Geo CAI, grazie alla segnalazione del sig. Giuseppe Dalla Zuanna di Borso del Grappa nella primavera del '93. Viene ben presto organizzata un'uscita con il compito di effettuare un primo sopraluogo

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Abisso RenatoEra una splendida domenica di fine settembre del 1998, una di quelle giornate che restano impresse (per tanti motivi) nella memoria di uno speleologo. Il sole è ancora caldo, i boschi sono dipinti delle mille sfumature e colori dell'autunno, l'aria è frizzante e fresca. La sera precedente ricevo una telefonata dell'amico Renato Mocellin che mi chiede se sono disponibile ad andare a visionare un nuovo buco che aveva scoperto l'anno prima nei pressi di Campo Croce, in comune di Borso del Grappa (TV), sul Massiccio del Grappa. Ho il pomeriggio libero, così accetto di buon grado la proposta. Partiamo alla volta della grotta  . Raggiungiamo in auto la Baita Alpina di Campo Croce e da lì in un quarto d'ora di sentiero siamo all'ingresso della cavità. Si tratta di un piccolo  pertugio che immette in una verticale di pochi metri. Il bosco di abeti e faggi circostante è bellissimo

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